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Cosa c’è di sbagliato in Google Analytics?

19 Luglio 2022
19 Luglio 2022

Cosa c’è di sbagliato in Google Analytics?

Qual è la prima cosa che ti viene in mente se dico “statistiche sito web”?

Sono tanti i nostri clienti che fino ad oggi hanno utilizzato Google Analytics e che da alcuni mesi hanno introdotto Google Analytics 4, ignorando quanto recentemente emerso in merito al trasferimento dei dati negli Stati Uniti.

Ed è del tutto comprensibile dal momento che, un po’ come avviene con alcuni brand internazionali, Google Analytics sta alle statistiche dei siti web esattamente come Scottex® sta al rotolo asciugatutto da cucina o Post-it® ai bigliettini adesivi colorati.

Eppure sappiamo bene come esistano numerose marche di asciugatutto e di bigliettini adesivi, ma è diventato uso comune chiamarli pur sempre con il nome del brand che ha reso celebre questa tipologia di prodotto.

Un tempo neppure troppo lontano esistevano (ed esistono ancora) strumenti come ShinyStat™, e come lui tanti altri, che tuttavia “Big G” (Google) ha sotterrato portando professionisti e non, a scegliere lo strumento più evoluto in termini di analisi delle statistiche e delle prestazioni per siti web e app di tutti i tempi.

Come misuri le statistiche sul tuo sito web?

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In che modo Google Analytics è diventato il principale strumento d’analisi dei visitatori?

La forza di Google Analytics, e più in generale di tutti gli strumenti di Google è senza dubbio l’interconnessione che i vari servizi hanno tra loro.

Basti pensare a come avendo dato il nostro consenso all’utilizzo della nostra posizione, Google sarà in grado di proporci un locale nei paraggi o chiederci una recensione in un luogo in cui siamo stati di recente.

Recensione che avrà un peso sulla reputazione di questo locale attraverso il suo profilo Google My Business, e che di conseguenza potrà portare utenti al sito web dell’attività la cui tipologia e provenienza verrà tracciata da Google Analytics, che sarà in grado di determinare chi siamo e cosa ci piace fare, con un margine di errore relativamente basso.

Questo ingranaggio perfettamente oliato è ciò che ha permesso negli anni a Google di diventare ciò che oggi riteniamo uno degli strumenti di cui non possiamo fare a meno, diventando lo strumento di marketing e retargeting più utilizzando al mondo.

Perché il Garante Privacy ha bandito l’uso di Google Analytics?

Tutti i dati acquisiti, seppur attraverso il nostro consenso e che Google elabora e utilizza per offrirci i suoi servizi, vengono trasferiti negli Stati Uniti anziché essere gestiti in territorio europeo, mancando così di garanzie nei confronti degli utenti dell’UE.

Un problema di carattere politico, che in queste settimane è oggetto di discussione affinché si possa trovare una soluzione che consenta gli utilizzatori del servizio, privati, aziende, sviluppatori e agenzie di comunicazione, di poter pianificare i prossimi passi verso una nuova fase di Google Analytics, che a quanto pare non sembra essere neppure GA4, o l’alternativa di dover adottare uno strumento differente che rispetti quanto previsto dal regolamento dell’Unione Europea.

Quali sono le alternative a Google Analytics?

Sul web sono numerose le alternative indicate, ma la nostra attenzione ricade su una in particolare che abbiamo iniziato ad adottare per comprenderne le potenzialità: Matomo Analytics.

Presto pubblicheremo il nostro confronto tra GA4 e Matomo Analytics.

Leggi l’articolo sul sito del Garante privacy

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