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Gli Open Data della PA
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Gli Open Data della PA

Tendenze Internet


Si chiama Dati.gov.it, il nuovo portale italiano dedicato agli "Open Data". è stato inaugurato il 18 Ottobre dello scorso anno e si prefigge di incentivare la Pubblica Amministrazione a condividere con aziende e cittadini i propri dati, in forma semplice e gratuita (http://www.dati.gov.it).

La filosofia che sta alla base degli Open Data o "Dati Aperti", se preferiamo utilizzare il corrispondente termine italiano, prevede che le informazioni debbano avere un formato elettronico indipendente rispetto alla piattaforma utilizzata (es. .TXT, .KML, .XML, .CSV), siano leggibili tramite un normale PC senza l'ausilio di software specifico e soprattutto possano essere liberamente riutilizzati senza la necessità di ulteriori autorizzazioni. Questo modello, avviato nel maggio del 2009 dall'amministrazione americana per volontà del presidente Obama, è stato rapidamente seguito da altri paesi come Inghilterra, Brasile, Australia e Giappone.

Il punto di partenza è ovviamente la volontà avvicinare la Pubblica Amministrazione al cittadino attraverso la condivisione trasparente di informazioni in precedenza inaccessibili o difficilmente interpretabili, permettendogli di verificare in prima persona l'operato e l'attività delle varie amministrazioni. La vera novità che sta alla base della filosofia degli Open Data consiste però nel tentativo di coinvolgere proattivamente sia i cittadini che le aziende, favorendo una sorta di partecipazione collettiva ("participatory democracy") e incoraggiando l'uso di tali dati anche in modo creativo e innovativo. Il concorso "Apps for Democracy" (Un'applicazione per la democrazia) con un montepremi di soli cinquantamila dollari ha permesso all'amministrazione americana di sviluppare ben 47 applicazioni per cellulari, che utilizzavano informazioni rese pubbliche, e risparmiare oltre due milioni e mezzo di dollari!

I dati della Pubblica Amministrazione, oltre a essere un bene prezioso per l'intera comunità, possono rivelarsi una nuova risorsa per tutte le aziende, in grado di sostenere la crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro (si pensi, ad esempio, alle possibilità offerte dalla disponibilità dei dati cartografici). Chiunque ha, infatti, la possibilità di analizzare questi dati, aggregarli tra loro per ottenere nuove informazioni, intraprendere studi e ricerche mai pensate fino ad oggi, creare nuovi prodotti e offrire nuove tipologie di servizio (es. sviluppo di nuovi software o applicazioni).

Dopo il Piemonte e l'Emilia-Romagna, oltre 34 Amministrazioni italiane hanno già condiviso all'interno del portale quasi 200 cataloghi, contenenti le informazioni più disparate, come il calendario delle fiere, l'elenco degli agriturismi, l'anagrafe dei musei, l'elenco degli impianti sportivi, l'elenco delle agenzie e delle tabaccherie presso le quali è possibile pagare il bollo dell'auto, informazioni sulla popolazione straniera, informazioni sul sistema scolastico italiano (personale, alunni e anagrafe delle strutture con indicazioni delle attrezzatture multimediali), l'elenco dei centri di formazioni e dei corsi di apprendistato, l'elenco delle farmacie.

All'interno di un'apposita sezione del portale sono inoltre raccolte quasi 100 applicazioni sviluppate per l'utilizzo con dispositivi di tipo mobile come iPhone e iPad. Tra queste l'elenco completo di oltre 100.000 indirizzi appartenenti a 33.000 enti pubblici, un'applicazione che permette di trovare l'ufficio pubblico più vicino e numerose applicazioni per ricevere informazioni sullo studio, sul lavoro, sulla salute, sulla mobilità e perfino sul turismo.

In Italia ci sono purtroppo numerose difficoltà e resistenze, dipendenti dalla proprietà intellettuale dei dati, dalla normativa sulla privacy e sulla trasparenza. La verità è che la maggior parte dei dati che fanno parte della nostra vita ha un enorme valore commerciale e chi li controlla, a livello pubblico o privato, non ha nessun interesse a far sì che vengano diffusi gratuitamente. Il primo passo però è stato fatto e ora che "il sasso è stato lanciato" sarà difficile tornare indietro!

Gli Open Data della PA
La pagina iniziale del sito www.dati.gov.it

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